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La prima pietra

Dal sito www.comune.milano.it

Milano, 2 dicembre 2013 – Sono partiti i lavori per la costruzione della Casa della Memoria. Tra via De Castilla e via Confalonieri, al quartiere Isola, il nuovo edificio ospiterà le principali associazioni impegnate a tenere viva la memoria storica della nostra città e del Paese.

Sarà un luogo pubblico, aperto alla città e al quartiere, dove grazie alle attività delle associazioni ospiti e con la collaborazione dell’Amministrazione e del Consiglio di Zona 9 la memoria della storia d’Italia, dalla Resistenza agli anni del terrorismo, sarà trasmessa e discussa con i cittadini e soprattutto con le nuove generazioni.

“Come avevamo promesso ai cittadini e alle associazioni, – ha dichiarato la vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris – stiamo rispettando gli impegni di realizzazione che avevamo assunto. Ora che i lavori sono partiti, insieme alle associazioni e alla Zona, possiamo definire i contenuti, le modalità di lavoro e di condivisione del progetto che potremo avviare una volta che la costruzione sarà terminata. Contiamo di inaugurare la Casa della Memoria il 25 aprile 2015, una data molto simbolica per Milano: sarà il 70° anniversario della Liberazione della nostra città e dell’Italia intera dal nazifascismo e, inoltre, saremo anche alle porte Expo2015”.

“Finalmente – ha dichiarato Valerio Onida, presidente dell’INSMLI – la realizzazione della Casa della Memoria è realtà: non sarà solo un monumento, non sarà solo un luogo dove la memoria sarà conservata, ma qui sarà trasmessa, divulgata e continuerà a vivere, soprattutto per le nuove generazioni, per le quali alcuni fatti rappresentano ormai esclusivamente un fatto storico. Sarà una casa aperta soprattutto ai giovani, molto frequentata da alunni e studenti”.

La Casa della Memoria sarà un prisma a base rettangolare di circa 20 x 35 m, alto 17,5 m. L’edificio sarà diviso in tre parti, connesse da un piano terra interamente libero. Entrando nella Casa della Memoria, il visitatore noterà due grandi elementi: un tavolo interattivo e la grande vite gialla della scala che conduce ai due piani superiori, dove si trovano li uffici e l’area consultazione della biblioteca. La natura della documentazione archiviata non consentirà ai visitatori di accedere direttamente ai documenti, il rapporto tra i cittadini e le testimonianze d’archivio sarà garantito dalla strumentazione interattiva e dal movimento rotatorio lungo la scala, che ripetutamente avvicina ed allontana il visitatore alla collezione, costruendo una complessa sequenza di sguardi sui documenti e, attraverso essi, sul parco alle loro spalle.

Al piano terra, nell’ ingresso, sarà prevista un’area informativa polifunzionale che ospiterà eventi pubblici come conferenze, presentazioni, mostre, feste.

Al primo e secondo piano troveranno posto gli uffici delle associazioni.

I due piani di uffici saranno organizzati nello stesso modo: al centro una parte occupata da sale riunioni ed uffici, ai lati spazi open space con postazioni ed archivi. L’area consultazione sarà all’ultimo piano, in diretta connessione con l’archivio.

La Casa della Memoria sarà interamente rivestita in mattoni, che comporranno quadri rappresentativi della storia di Milano del dopoguerra. L’involucro dell’edificio, inteso come un grande polittico, diventerà un’occasione per un momento collettivo di definizione della memoria. La costruzione di un programma iconografico da subito molteplice assumerà così il carattere di un grande gioco collettivo. L’edificio si metterà così in relazione con la tradizione lombarda delle decorazioni in laterizio dell’Ospedale Maggiore e di Santa Maria delle Grazie. Al livello superiore troveranno posto quadri storici e al livello inferiore una serie di ritratti scelti a rappresentare la moltitudine di protagonisti della recente storia milanese.

Il programma iconografico dettagliato della Casa della Memoria è stato definito dal Comitato Scientifico formato da Roberto Cenati (ANPI), Ada Lucia De Cesaris (Comune di Milano), Adolfo Mignemi (INSMLI), Paolo Silva (Associazione Piazza Fontana 12 Dicembre 1969), Nadir Tedeschi (AIVITER), Dario Venegoni (ANED), con la collaborazione di Alberto Saibene e Giovanna Silva.

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