Mostre 2022

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SENZA TITOLO. PRODOTTO F

SENZA TITOLO. PRODOTTO F richiama le 3 F che fanno grande il Made in Italy: Food, Fashion, Furniture. A questi Mustafa Sabbagh affianca la parola Future ovvero il destino a cui abbiamo condannato i nostri fanciulli e le nostre fanciulle. La mostra è un invito ai giovani, affinché non accettino di restare nell'indefinitezza e prendano posizione, così da non restare senza titolo.

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Scalarini e la satira politica 

Una panoramica della rappresentazione satirica dedicata ai protagonisti dell'epoca dal grande vignettista Giuseppe Scalarini, milanese d'adozione. Presenti in mostra, oltre al materiale appartenente alla famiglia dell'artista, pagine  d'epoca della Fondazione Anna Kuliscioff.

 

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Salvatore Incorpora 

La mostra presenta i disegni realizzati dall’ artista a testimonianza dei drammatici anni trascorsi da prigioniero in Polonia, come internato militare numero 14484, dal settembre 1943 al giugno 1945. Il lungo processo di elaborazione dell’ esperienza traumatica e dolorosa della guerra si concretizza in opere di profonda intensità espressiva in cui le figure perdono la propria individualità per diventare numeri di una massa indistinta.

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Faces of Europe

All’indomani della Liberazione, le donne sopravvissute a Ravensbrück fondarono un Comitato Internazionale che promosse la conservazione di quel luogo e la memoria delle atrocità che vi furono commesse. La mostra presenta i ritratti delle donne deportate per ricordarle e omaggiarle. 

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Un altro viaggio in Italia 

La mostra Un altro viaggio in Italia è stata realizzata dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri con la collaborazione dell’associazione Paesaggi della memoria e il finanziamento del Fondo italo-tedesco per il futuro.Grazie alla dimensione ipermediale dell’esposizione i visitatori saranno accompagnati in luoghi celebri, come Piazzale Loreto a Milano, esaminandoli in una prospettiva comparata tra presente e passato, tra storia e memoria; contemporaneamente avranno la possibilità di conoscere musei, memoriali e monumenti meno noti.

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Lavoro e libertà 

La mostra Pausa pranzo. Cibo, Industria, lavoro nel '900 viene affiancata a Pane e rose: artiste solidali per le donne afghane. Le fotografie che testimoniano le trasformazioni del consumo del pasto nelle industrie italiane incrociano i piatti artistici dedicati alle donne afghane.

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Canto Civile 

La mostra, curata da Renato Galbusera, presenta la figura di Pasolini attraverso varie forme artistiche: fotografie, sculture, dipinti, disegni, collages...

Nel centenario della sua nascita appare infatti sempre più fondamentale il suo apporto di intellettuale e di artista. L'ispirazione parte proprio dal debito di riconoscenza che ogni generazione contrae con figure guida che ne influenzano positivamente le scelte di vita, come quella di Pier Paolo Pasolini.

 

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Segni di pace 

Casa della Memoria propone alla cittadinanza e ai visitatori un’esposizione di grafica contemporanea che esprime, con il linguaggio universale dell’arte, un forte e attuale messaggio di solidarietà. Le opere di venti artisti italiani - membri dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei - sono esposte insieme a quelle di altrettanti artisti ucraini, offrendo un’ampia panoramica sull’arte incisoria in cui si coniugano le rispettive tradizioni dei due Paesi ad un linguaggio grafico innovativo. 

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Quando suonavano le sirene. Diario di una Milano ferita

La mostra a cura di Roberta Cairoli e Fiorella Imprenti, ricostruisce la vita (e la morte) durante i bombardamenti sulla città con l’impatto devastante degli ordigni sul tessuto non solo urbano ma anche sociale. Emergono i racconti coinvolgenti di chi ha vissuto quei giorni terribili – la visione degli aerei in avvicinamento, il suono assordante delle sirene, l’impatto delle esplosioni, la corsa verso i rifugi e le condizioni al loro interno, nell’attesa interminabile del cessato allarme. Alla  propaganda di regime, tra esaltazione delle iniziative assistenziali delle autorità cittadine e tentativi di minimizzare i danni, fanno da contraltare alla propaganda le lettere censurate, da cui traspare tutta la rabbia dei cittadini nei confronti del fascismo, considerato il vero responsabile di quanto stava accadendo.